Percorsi dedicati a piccoli gruppi di massimo 8 partecipanti, scelti in base alle caratteristiche di ciascuno.

Si tratta di incontri settimanali della durata di un’ora e mezza, in piccoli gruppi di massimo 8 partecipanti, ai quali si accede solo dopo un periodo di terapia individuale e solo se e quando utile per il proprio percorso terapeutico.

 

Perché il gruppo funziona.

La domanda che ricevo più spesso quando dico che mi occupo di psicoterapia di gruppo a Roma è certamente: ma funziona?

In una parola: sì.

Con qualche parola in più si potrebbe dire che un gruppo è uno strumento terapeutico potente, perché progressivamente si costituisce come uno spazio mentale nuovo, differente da ogni altro contesto del quale si è fatta esperienza, perché diventa una vera e propria trama di pensiero completamente inedita, che permette di trasformare gli aspetti personali problematici attraverso la nuova narrazione e rappresentazione di una storia passata rimasta senza senso.

Il gruppo viene a configurare una nuova rete di relazioni ed è proprio attraverso la loro esplorazione e analisi che avviene il cambiamento: in un gruppo si fanno esperienze che accadono tra tutti i partecipanti ed è questo il principale fattore terapeutico. 

Un gruppo offre a chi ne fa parte la possibilità di trovare nuove modalità di lettura della realtà e di mobilitare le energie creative bloccate.

Il gruppo rappresenta un’area comune della quale tutti possono essere partecipi e nella quale possono imparare a capirsi; all’interno di questo processo i membri del gruppo cominciano a comprendere il linguaggio dei sintomi, dei simboli e dei sogni, e questo apprendimento è tanto più prezioso perché avviene tramite l’esperienza.

In un gruppo l’altro diventa lentamente meno diverso, meno distante, meno estraneo; qualcosa degli altri inizia ad evocare elementi propri interni e ciò consente di guardali, di vedere quelle parti di sé che di solito sono troppo vicine per riuscire a farlo.

Un gruppo fa nascere la speranza che qualcosa possa cambiare tramite l’osservazione dei cambiamenti negli altri partecipanti; fa scoprire che il dolore può essere condiviso, perché è un elemento universale ed è possibile quindi non vergognarsene e non sentirsi in colpa.

In gruppo si può fare esperienza della possibilità di essere d’aiuto e di poterlo ricevere.

Ma, soprattutto, un gruppo di matrice gruppoanalitica offre ai suoi partecipanti la possibilità di trovare nuove modalità di lettura della realtà e una rinnovata mobilità psicologica, perché si pone al confine tra le diverse appartenenze dell’individuo: famiglie d’origine, gruppi e culture di appartenenza, mondo sociale. Prendendosi cura dei confini tra i transiti individuali, il gruppo amplia gli scenari che hanno iniziato a starci stretti e promuove la ricerca di nuovi codici di accesso alla realtà, di nuove fondazioni culturali.

Vuoi saperne di più? Prosegui nella lettura di questa presentazione sulla terapia di gruppo a Roma oppure contattami per maggiori informazioni.

 

Il momento e il gruppo giusti.

L’importanza della scelta.

Ma alla fine, com’è fatto questo gruppo?

Il gruppo terapeutico proposto è di matrice analitica foulkesiana. Nella pratica clinica, questo significa che si compone di massimo 8 persone che si incontrano con cadenza settimanale per un’ora e mezzo. Inoltre è di tipo “semi-aperto”, cioè sostanzialmente stabile con un lento ricambio di partecipanti. 

E cosa succede nel corso di una seduta di psicoterapia di gruppo a Roma?

Si può provare a raccontarla così: un insieme di persone si incontrano periodicamente in presenza di un conduttore in un contesto che rende possibile produrre e analizzare i propri sintomi e i propri modi di interagire, così da giungere a una risoluzione dei conflitti e a forme di esistenza più adeguate e soddisfacenti. L’intero processo si realizza mediante il mito, ovvero attraverso la nuova narrazione e rappresentazione di una storia passata rimasta fin qui senza senso.

Può essere utile chiarire che iniziare una terapia di gruppo a Roma o nella tua città non è automatico, una proposta scontata per chiunque in qualunque momento. Piuttosto, dopo un periodo di lavoro individuale uno-a-uno assieme allo psicologo per attacchi di panico, per disturbi alimentari o per la problematica cardine individuata, di durata variabile, si propone a una particolare persona di entrare a far parte di uno specifico gruppo.

Questo perché il potenziale terapeutico del gruppo non è dato a priori dall’esistenza del gruppo stesso, ma nasce dalla progressiva costruzione di relazioni gruppali che vanno a configurare quella che si definisce matrice dinamica terapeutica: la neocultura prodotta dal gruppo offre una nuova trama di pensiero sulla quale il paziente può avviare una più sana riorganizzazione del Sé. Ogni gruppo, quindi, è diverso dall’altro, perché diversi sono i suoi partecipanti, diverse le relazioni che si instaurano tra loro e la neocultura che, in momenti diversi della storia del gruppo, si va producendo. Per questo occorre valutare con attenzione quale gruppo proporre quando si decide di intraprendere una terapia di gruppo.

Una proposta, quindi, che segue un’attenta valutazione delle esigenze di un particolare individuo e di come, a queste, possa rispondere il lavoro che si sta facendo, in quel momento, in un particolare gruppo. E una proposta che, come tale, è un’indicazione, non un imperativo.

 

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